Poi sono volato a Roma. Era la mattina presto, l’8 marzo. Avevo paura, sì. Non capivo bene cosa stesse succedendo, tutti quei rumori, le mani, gli spostamenti… era tutto nuovo. Ma ero pronto. Pronto ad affrontare qualsiasi cosa, come sempre, con la mia dolcezza. E appena ho potuto… ho fatto quello che mi viene meglio: ho tirato fuori il mio lato rubacuori. Ho iniziato a guardare tutti con quegli occhi che dicono “fidati di me”, e in poco tempo ho conquistato le hostess una ad una. Perché anche quando non capisco dove sto andando, so ancora come farmi voler bene.


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